A VILLANDRY UN GIARDINO CHE RACCONTA L’AMORE

Posted on Feb 17, 2016 in Green
A VILLANDRY UN GIARDINO CHE RACCONTA L’AMORE

Creato nel 1530 sullo schema tipicamente italiano dei giardini rinascimentali, a Chateaux de Villandry, nel cuore della Loira, ancora oggi come allora si può godere di questo gioiello vegetale che racconta le contrastanti sfaccettature dell’Amore. Il Giardino è formato da quattro riquadri, bordati e intagliati nel bosso, per interpretare simbolicamente quattro diversi sentimenti legati all’Amore: il Giardino dell’Amore Geloso; il Giardino dell’Amore Appassionato; il Giardino dell’Amore Ossessivo; il Giardino dell’Amore Tenero.

giardino dell'amore2 blog
Ricami vegetali, ordinati e precisi, disegnano i parterre con grandi cuori, maschere, sciabole e ventagli, raccontando i sentimenti attraverso il colore e il linguaggio dei fiori. Un vocabolario botanico che esprime le emozioni ancor più delle parole, acuendo le sensazioni attraverso l’alternanza di profumi che permeano l’aria. Sentori a tratti avvolgenti e inebrianti, a tratti inaspettatamente aspri  o delicati. Pennellate di colore, create con fiori e erbe odorose su una tela immaginaria, per trasmettere Gelosia, Passione, Ossessione e Tenerezza. Una rappresentazione affascinante, teatrale. Ricordo che con Gianfranco, mio fratello, col quale negli anni ho condiviso molti viaggi nel mondo dei giardini, ammirando dall’alto del Belvedere i parterre di Villandry – non solo i riquadri dell’Amore ma anche i meravigliosi Giardini di Verdure – quel giorno concordammo quanto l’Arte e la Natura possano fondersi creando opere poetiche e inusuali, al pari di un quadro o di una scultura. Un’arte che tocca le corde dell’anima per chi sente il verde come una parte di sé.

amore gelosoIl Giardino dell’Amore Geloso,
giallo come il colore dell’invidia, della sfiducia, del sospetto. I bossi contornano violaciocche e rose gialle e disegnano forme di corna, che l’amore geloso sempre teme. E ventagli, sottili strumenti di comunicazione silenziosa usati per dissimulare gli sguardi e nascondere i veri sentimenti.
Sfiorarsi ripetutamente la guancia con un ventaglio aperto, fintamente noncuranti, mentre gli occhi si posano distrattamente su una persona, nel XVIII secolo significava sussurrare: “Vi amo”.

 

amore appassionatoIl Giardino dell’Amore Appassionato,
rosso scarlatto, con siepi che formano percorsi sinuosi e labirintici, che confondono la mente e acuiscono i sensi. Tulipani rossi, simbolo del vero amore, perfetto ed equilibrato, si alternano seguendo il ritmo delle stagioni a rose centifolia e papaveri scarlatti. Questi ultimi, al contrario, simboleggiano l’oblio, il sonno dei sensi e delle passioni del cuore. A significare che l’amore appassionato, perché non cada nell’oblio, va rinnovato come i fiori nelle stagioni.

 

amore ossessivoIl Giardino dell’Amore Ossessivo,
nero e giallo acido, carico di tragicità e inquietudine. Con siepi che curvano in sciabole e pugnali. Fiori che si mescolano a spine rosse e bacche velenose. Tulipani che incombono e punteggiano di un nero plumbeo il giallo vivido delle violaciocche. Garofani di un rosso cupo come l’impeto della rabbia che simboleggiano, sostenuti dallo stramonio, carico di frutti velenosi rivestiti di aculei, rappresentano perfettamente l’amore malato.
Un amore che ferisce, a cui è impedito di fiorire e crescere liberamente.

amore teneroIl Giardino dell’Amore Tenero,
colori pastello traboccano dai cuori che disegnano i parterre. Bocche di leone dai toni zuccherini, candidi gigli bianchi, nontiscordardimé. Qui i fiori raccontano l’amore puro, nobile e fiero. Quell’amore carico di dolcezza e attenzioni, che fa sentire la persona amata come il re o la regina del proprio cuore.
Il nontiscordardimé, usato a profusione, crea una trama azzurro cielo tempestata da corolle di altri fiori.
E il suo nome svela la promessa d’amore eterno.

 

E VOI? CHE GIARDINO CRESCE NEL VOSTRO CUORE? Innaffiatelo ogni giorno, seminatelo con passione e fantasia, arricchitelo di nuovi fiori in ogni stagione. Certo, ci vuole impegno. Ma come scrive Paolo Pejrone nel suo libro edito da Feltrinelli, “Il vero Giardiniere non si arrende mai”. Sottotitolo: “Cronache di ordinaria pazienza”, da cui si evince qual è la virtù necessaria al buon giardiniere… 😉

An. Ph

Per saperne di più e visitare Chateaux de Villandry >>>>

 

 

 

 

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