L’ELEGANZA DELLA SEMPLICITA’

Posted on Set 8, 2015 in Allestimenti, Green
L’ELEGANZA DELLA SEMPLICITA’

Senza ostentazione e forzature: l’esperienza mi ha insegnato a puntare su pochi elementi, giocati sulla quantità, dosati nei volumi e nei colori. Così è nato un allestimento floreale di grande impatto scenico a costi contenuti.

Il core business della mia società non comprende la voce “Matrimoni”. Ma per le nozze di tutti i nostri figli, miei e di Franco, mio fratello, ho sempre fatto un’eccezione, creando gli allestimenti floreali. Con e per amore. Volevo che lo stile scelto rispecchiasse gli sposi, che raccontasse il loro animo, il loro approccio alla vita, il loro modo vero di svelarsi agli altri. Essenziale. Romantico. Campestre. Barocco. Glamour. L’ultimo, solo per ordine cronologico, lo definirei “Semplice”.

 A partireallestimento-chiesa dall’allestimento floreale della Chiesa, la Basilica di Lonato, opulenta e barocca, che è stata “vestita” da una semplice passatoia color sabbia, sulla quale sono stati cadenzati vasi di Evonimus a taglio sferico. Sull’altare, quattro ceste con manico riempite di fiori ed erbe.

Come tutti i matrimoni e le feste di famiglia, il ricevimento si è svolto all’interno dello spazio eventi Paghera: una location che si articola attraverso giardini, serre e padiglioni coperti. Nozze di una notte di mezza estate, con tanto di benaugurante pioggia, che mi ha costrettserraa a rivedere e variare in corso d’opera alcune scelte.
Come per il cocktail di benvenuto con assaggi sfiziosi, pensato nel “Giardino della Fontana” e invece traslato nella “Serra”, dove hanno comunque trovato la giusta collocazione 18 divani gonfiabili, stile Chesterfield, in color bianco latte e ombrelloni in canvas;  tavoli buffet rivestiti in juta e piante d’arancio in vasi di ferro grezzo.

tavolata - gazebo

Per la cena nuziale ho potuto mantenere l’idea progettuale iniziale: un lungo tavolo, stile pranzo in campagna, allestito sotto il grande padiglione in ghisa, vestito da tende leggere in garza trattenute da embrasse in corda. Lo scenario verde, in cui si incastona la struttura, è già di per sé fantastico, caratterizzato da grandi parterre speculari, in bosso e fiori, che disegnano mirabilmente gli spazi su cui si affaccia.

tavolata-fiori

La decorazione della lunga tavolata, vestita con semplici tovaglie di cotone bianco sormontate da tarlatana avorio, la stessa garza utilizzata per le tende del padiglione, si può sintetizzare in due parole: candele e fiori recisi di un’unica varietà, infilati in semplici vasi cilindrici di vetro.  Il segreto sta però nel numero dei pezzi utilizzati: 250 candele bianco latte (Ikea), 45 vasi e 315 Agapanthus bianchi a stelo lungo, semplicemente infilati in acqua. Nessuna lavorazione particolare ad alzare il costo delle composizioni. Solo l’accuratezza di riempire tutti i cilindri con la stessa quantità di acqua perché il livello fosse alla stessa altezza. E poi i photophore, in versione economica, per proteggere dai revoli d’aria la fiamma delle candele. Un’idea semplice ed efficace dal punto di vista estetico e funzionale: cilindri realizzati con fogli di acetato crystal, forati e legati con cordino avorio.
pallonciniStessa scelta, imperniata sulla semplicità, anche per il brindisi, legato al taglio della torta: 200 palloncini bianchi a cui sono stati legati altrettanti cartoncini con scritta. Su ciascuno una diversa parola per ricordare, agli sposi e non solo, quali e quanti sono gli ingredienti indispensabili all’amore.

Niente di roboante, ma un’atmosfera coinvolgente, perfetta per una serata speciale dedicata all’Amore.

An. Ph

Un grazie particolare a Nicola, Studio Quaranta, per la realizzazione dei meravigliosi cesti stile campagna inglese, il bouquet della sposa ispirato all’abito e per la ricerca di Agapanthus perfetti. A Valeria, Food&Sweet, per la capacità di ascoltare il mood descritto e interpretarlo con professionalità e cuore attraverso il cibo, il servizio e la mise en place. A Sarah, Sarah Ferrara Photography, che riesce sempre a catturare l’anima delle persone e l’atmosfera dei luoghi. Grazie!  Anna

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