VITA SACKVILLE-WEST: LA BARONESSA POETESSA E GIARDINIERA

Posted on Mar 8, 2016 in Green
VITA SACKVILLE-WEST: LA BARONESSA POETESSA E GIARDINIERA

8 marzo, un pensiero va inevitabilmente alle DONNE. Ci sarebbe molto da dire su tante figure femminili della storia, e,  fra le donne che hanno lasciato un’impronta decisa nel verde, c’è lei:  Vita Sackville-West, 1892-1962,
baronessa per nascita, poetessa e giardiniera per passione.

Visse a Knole, l’amatissima residenza di famiglia nel Kent, definita all’epoca la dimora privata più grande d’Inghilterra: 365 stanze come i giorni dell’anno, 52 corridoi come le settimane e 7 cortili come i giorni della settimana. In quanto donna e figlia unica, non poté ereditarla e Knole divenne proprietà dell’unico Lord Sackville, il fratello del padre. Questo la spinse a cercare una residenza che potesse parlare al suo cuore ferito. Quando vide Sissinghurst fu amore a prima vista.

Sissinghurst 4

Sissinghurst 2Era un castello fatiscente, sempre nel Kent, ma lei ci vide qualcosa di magico. Prima ancora di preoccuparsi della ristrutturazione pensò a creare i giardini. Lo trasformò dandogli un’anima poetica. Si ridusse a scrivere poesie e romanzi, a tenere conferenze e rubriche in radio  per poter finanziare i lavori di piantumazione, che via via assorbivano tutto il suo tempo e le sue risorse. Disegnava i giardini di Sissinghurst e piantava con sempre maggior enfasi ed inventiva. Concepì il concetto del “giardino a stanze”. Creò il primo “giardino bianco”. Esplorò accostamenti inediti, per scelta di varietà e uso dei colori. Era tale la sua voglia di creare e sperimentare che, quando sua madre le regalò un prezioso tappeto con l’intento di conferire un briciolo di calore a una delle stanze più disadorne del castello, lei lo rivendette per terminare una parte di giardino.

Sono rimasta letteralmente affascinata da Sissinghurst. E’ uno dei giardini più belli e poetici che abbia mai visto. Tagli geometrici e rigorosi, giochi di prospettive e Sissinghurst 1punti focali esaltati e ammorbiditi da tocchi di romanticismo. Una fusione di due anime contrapposte: il maschile e il femminile.
Come Vita Sackville-West. I suoi giardini raccontano di lei. Geniale, anticonformista, spregiudicata. Vera, nel bene e nel male. Non si preoccupò mai delle convenzioni e delle convenienze, in un’epoca che imponeva fossero il focus di ogni donna. Amò molto: i suoi giardini; i suoi fiori; la sua prosa; le sue amiche; le sue amanti, fra cui Virginia Wolf. Amò moltissimo il marito, omosessuale come lei, come uno dei loro due figli. I molti viaggi nel mondo; i suoi cani.
Vita Sackville-West morì nel 1962 ma l’amore che aveva seminato continuò a germogliare.

Ancora oggi, a Sissinghurst, la sua presenza aleggia ovunque. Nel suo studio, lasciato intatto come fosse scesa un attimo in giardino, c’è un vaso di fiori sulla scrivania, come c’era sempre quando lei era in vita. Lì accanto, il libro dei conti relativi al giardino, il taccuino dei libri  “dati in prestito” e il quaderno nel quale annotava i suoi sogni. Chissà se anche lei, come tutte noi, ne aveva ancora molti da realizzare….

An. Ph

Se volete fare la sua conoscenza: “ll mondo di Vita Sackville-West”, di Victoria Glendinning ed. Feltrinelli. Una biografia accattivante ma anche un ritratto dettagliato e sfaccettato di un’epoca.

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